Porta Gottardo da estendere all’intero arco alpino
11 agosto 2026
La recente attenzione riservata alla cosiddetta Porta Gottardo, il progetto per collegare in funivia Airolo, Andermatt e Realp, offre l’occasione per una riflessione che va ben oltre gli impianti. Come ha sottolineato l’economista Massimo Filippini su queste colonne, prima delle infrastrutture occorre stabilire una strategia. La domanda, dunque, non è soltanto se e quali impianti realizzare, ma quale modello di sviluppo intendiamo perseguire per il nostro territorio
La recente attenzione riservata alla cosiddetta Porta Gottardo, il progetto per collegare in funivia Airolo, Andermatt e Realp, offre l’occasione per una riflessione che va ben oltre gli impianti. Come ha sottolineato l’economista Massimo Filippini su queste colonne, prima delle infrastrutture occorre stabilire una strategia. La domanda, dunque, non è soltanto se e quali impianti realizzare, ma quale modello di sviluppo intendiamo perseguire per il nostro territorio
È proprio in quest’ottica che ritengo necessario tornare a parlare della funivia Fusio–Ambrì, un progetto fermo da ormai due anni. Nel giugno 2024 il Consiglio di Stato ritirò all’ultimo momento il messaggio con la richiesta di 800'000 franchi per elaborare il progetto di massima, motivando la decisione con la necessità di ulteriori approfondimenti tecnici. Da allora, però, è calato il silenzio. Tanto che il sottoscritto e altri colleghi, nel giugno del 2025, hanno presentato una mozione per riattivare l’iter progettuale. Finora, dal Governo, è emerso un nuovo, assordante silenzio. Un atteggiamento che, oltre a lasciare senza risposta una questione importante per il futuro delle nostre valli, rischia di essere percepito come una mancanza di rispetto nei confronti dell’attività parlamentare (e non è la prima volta).
La Fusio–Ambrì (e pure il trenino Walser tra Bosco Gurin e la Formazza) non va però pensata soltanto come un’opera di mobilità. La sua forza sta nel poter diventare parte di una strategia territoriale più ampia. Se vogliamo riflettere e concretizzare una destinazione alpina, dobbiamo ragionare in termini di rete, mettendo in relazione valli, infrastrutture e comunità oggi separate. Il turismo contemporaneo cerca sempre più territori accessibili, esperienze diverse, paesaggio, cultura, sport e gastronomia, senza dipendere continuamente dall’automobile. Ma attenzione: il turismo non deve essere inteso come il fine, bensì il mezzo (sostenibile) per ridare vigore a un territorio e alle sue diverse componenti.
Per l’Alta Vallemaggia, la funivia potrebbe davvero innescare nuove dinamiche territoriali: modalità di trasporto su chiamata, valorizzazione del patrimonio edificato (anche in chiave di turismo di nicchia), sviluppo di reti legate all’escursionismo e alle MTB, sostegno alle attività agro-pastorali e all’edilizia, nuovi progetti (anche creativi) legati al paesaggio e soprattutto all’abitabilità, anche in un contesto di innalzamento delle temperature e di ricerca di diversa qualità di vita. Non una funivia fine a sé stessa, dunque, ma uno strumento all’interno di una visione di rilancio territoriale. La montagna, in questo scenario, potrà tornare a essere un luogo capace di produrre valore sociale ed economico, integrandosi e completandosi con le realtà urbane e con i centri maggiori.
Il progetto Fusio–Ambrì è tra l’altro già inserito nel Piano direttore quale informazione preliminare. Esiste quindi una base sulla quale lavorare. Sarebbe importante una pianificazione capace di mettere in relazione in modo trasversale l’intero arco alpino, valorizzando territori vicini geograficamente e culturalmente ma ancora troppo lontani nella pianificazione.
Il mio auspicio, quindi, è che l’entusiasmo con il quale si sta portando avanti la Porta Gottardo convinca il Cantone ad allargare lo sguardo a tutto l'arco alpino. Non soltanto in termini di mobilità, ma attraverso un vero concetto territoriale di valorizzazione integrata: una rete di luoghi, infrastrutture, identità culturale, esperienze e, soprattutto, comunità che insieme possano (ri)costruire una destinazione alpina di vitalità sociale, con qualità e sostenibilità. Perché la vera sfida non è stabilire semplicemente se e dove realizzare una funivia, ma decidere quale futuro vogliamo dare alle nostre montagne. E continuare a ragionare a spezzatino, senza una visione d’insieme, sarebbe semplicemente deleterio.
Aron Piezzi
deputato PLR