L'autorevolezza perduta
03 marzo 2026
Titolavo così, lo scorso novembre, un mio articolo apparso su queste colonne, dedicato alla preoccupante situazione all’interno del DECS. L’evoluzione dei fatti, purtroppo, conferma tale chiave di lettura, che a dire il vero segnalo da diverso tempo. Ciò che ancora non si intravede, tuttavia, è un’assunzione di responsabilità, un esercizio di autocritica e la consapevolezza di rivedere talune modalità operative e impostazioni pedagogiche, rivelatesi nei fatti controproducenti. Ne consegue un progressivo indebolimento dell’autorevolezza e della credibilità dei vertici dipartimentali, con inevitabili ricadute sull’intera struttura dirigenziale della scuola, spesso allineata più per inerzia che per convinzione. Si assiste così a una difesa d’ufficio di scelte e di impostazioni che meriterebbero, al contrario, una revisione seria e trasparente.
L’ultimo esempio in ordine di tempo è l’annullamento-bis del Tribunale cantonale amministrativo (TRAM) della nomina dei due capi ufficio alla Sezione dell’insegnamento medio superiore (SIMS). Errare è umano, ma sappiamo cosa significhi perseverare. E in questo caso siamo nell’oltranza. In più, in questo scenario traballante, negli scorsi mesi è stata assunta un’altra persona per affiancare i due codirettori nell’implementazione della riforma degli studi liceali (e sembrerebbe senza il coinvolgimento del Collegio dei direttori).
In questo mio scritto (e pure nei miei precedenti articoli, negli interventi in Gran Consiglio e negli atti parlamentari presentati), non mi focalizzo sulle due persone direttamente coinvolte, loro malgrado, in questa desolante avventura; il mio interesse è invece rivolto all’approssimativa (eufemismo) gestione procedurale e formale di un settore scolastico strategico. Infatti, la seconda sentenza del TRAM ha messo nuovamente a nudo le pecche di tale concorso, che il DECS e il Consiglio di Stato non potranno più non considerare. Proprio un anno fa il mio Partito, attraverso un’interpellanza, sollevò presunte lacune alla conduzione della Divisione della scuola. Ma naturalmente apriti cielo! Tutto andava bene, guai ad avere il coraggio di sollevare criticità (che vengono peraltro a galla e segnalate da ogni dove). E chi deve continuamente pagarne le conseguenze? Nel nostro caso specifico direttori, docenti e studenti del medio superiore, ma il discorso è estendibile – per altri motivi – anche ad altri ordini di scuola.
Sempre su laRegione, infine, i due codirettori della SIMS hanno lamentato di non essere “responsabili di questo pasticcio”. Come dare loro torto? Quando, finalmente, si capirà che le responsabilità di questo pasticcio si trovano altrove e che devono essere affrontate di petto? Esempi come quello in oggetto – e altri noti a tutti – contribuiscono a far perdere autorevolezza alla scuola. Un settore, al contrario, che dovrebbe trasmettere – nelle parole ma soprattutto nei fatti – fiducia e credibilità, oggi prerogative sempre più scricchiolanti.
Aron Piezzi
deputato PLR