Di pali, reti e autogol
05 febbraio 2026
Quando un tiro di mio figlio Samuele, appassionato di calcio, colpisce il palo, lui spesso esclama – come se facesse una radiocronaca – “Palo di Gorter!”. Poi prosegue nel suo divertimento preferito e magari, più in là, ci scappa pure una rete. Samuele non ha mai conosciuto Willy Gorter, biondo attaccante olandese del Lugano calcio di fine Anni Ottanta del secolo scorso; tuttavia, soprattutto a seguito della passione calcistica e bianconera del padre, l’espressione “Palo di Gorter!” gli viene spontanea. È una di quelle frasi che a distanza di parecchi anni restano nella mente di chi le ha sentite e vengono “riproposte” nel linguaggio quotidiano.
Ma cosa c’entra, ci si chiederà, questo semplice aneddoto con l’iniziativa “200 franchi bastano”, che vuole essere il tema dell’articolo? Semplice. Espressioni come quella citata sono ancora oggi in auge grazie al servizio pubblico radiofonico e televisivo che le ha trasmesse, figlie di appassionati e bravi giornalisti sportivi; e la promozione e la diffusione dello sport in generale sono anch’esse messe seriamente a repentaglio dall’assurda iniziativa dibattuta in queste settimane. Accettando questa proposta, chi assicurerà la divulgazione qualitativa e l’approfondimento delle varie manifestazioni sportive, passione di molti ticinesi? Anche lo sport è un ambito che merita attenzione e considerazione, perché consente di completare la necessaria “sete” di informazione da parte della popolazione. Pensate alle ore di sport, molte delle quali in diretta, che la SSR trasmette via radio, TV e online, e alle numerose persone che seguono queste trasmissioni in tutta la Svizzera. Con il ridimensionamento del canone tutto ciò subirebbe un drastico ridimensionamento. E cosa dire di società e federazioni, che si ritroverebbero in difficoltà a seguito dei minori introiti televisivi?
Non mi dilungo oltre e non affronto ulteriori temi importanti trattati da altri, come la coesione nazionale e il federalismo (che non fa rima con assistenzialismo!) elvetico, tanto positivi soprattutto per la Svizzera italiana. Se vogliamo, quindi, che il “Palo di Gorter!” si trasformi in una bella rete, occorre certamente correggere il tiro e fare tesoro di critiche ed errori (che non mancano); ma, in primo luogo, per evitare che si trasformi invece in un clamoroso autogol, è indispensabile mobilitarsi e dire No all’iniziativa in oggetto.
NB. Questo articolo è un copia-incolla quasi integrale di un mio testo apparso sul CdT nel febbraio del 2018 sull’allora iniziativa “No Billag”, le cui argomentazioni si rivelano più che mai attuali. La storia, infatti, si ripete, incalzata dai masochistici tentativi di smantellare il servizio pubblico – assicurato, in questo caso, dalla SSR – e da pericolose prospettive che inducono i poteri forti a primeggiare, a scapito delle minoranze e delle pluralità.
Aron Piezzi
Deputato PLRT